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noneLe stanze di Alba appuntamento settimanale a cura di Albina Fiamma
 
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none Copertina Libro Eva Rice
L'arte perduta di mantenere i segreti
Paolillo Ed., 2009
384 pagine
19.50 euro
Giudizio: ***

Eva Rice, al suo debutto italiano con ‘L’arte perduta di mantenere i segreti’ confeziona un romanzo dal gusto vintage che ricorda per certi versi le sorelle Mitford affondando la narrazione nella Londra del dopoguerra sorpresa a riprendere il suo corso, a lasciarsi travolgere da nuove mode e nuovi miti sebbene in parte ancora con lo sguardo voltato al passato fastoso di titoli nobiliari e vecchi magioni.
Protagonista del romanzo due ragazze, Penelope e Charlotte e le loro famiglie. Due ragazze intrappolate nell’età di mezzo tra adolescenza e prima maturità, in colpa per i padri, i parenti perduti in guerra eppure spinte a godersi, a far parte di quella rinascita del paese che si percepisce ovunque finanche nelle opportunità data alle donne di affermarsi nel lavoro e non più solo come mogli e madri. A unire le due ragazze il caso e la sfrontatezza di Charlotte e forse la naturale capacità di conoscere gli altri, magari guardando Penelope per strada, ad una fermata d’autobus, di cogliere nell’altra il suo stesso bisogno di aiuto per emanciparsi dalla famiglia, dal loro ambiente sociale.
La storia di per sé appare abbastanza semplice, quasi una commedia in pure stile vecchia Hollywood. Siamo a Londra nel 1954, il jazz sta per lasciare lo scettro al rock e una ragazza come Penelope in apparenza seriosa e posata si accetta di dividere il taxi con ragazza incontrata per strada. Ignora che di lì a poco sarà travolta dalla vecchia zia della giovane e dall’affascinante figlio di lei, Harry, un mago patito di jazz che in lei vede la donna con cui far ingelosire la sua ex, Marina, una ricca americana. Solo che il gioco rischia di travolgere tutti, Harry che rifugge le raccomandazioni materne di regolare la sua vita consumata nei locali di jazz fino all’alba, finisce per invaghirsi di Penelope, di essere geloso dell’incontro della ragazza con un produttore americano, Rocky. Così pure Penelope accesa dalle confidenze della vecchia Claire, dall’amicizia dirompente di Charlotte, dalla prospettiva di un futuro diverso pur non ammettendolo si lascia vincere dal fascino di Harry fino a metterlo a parte delle sue paure più segrete nei grandi saloni vuoti della sua nobile dimora e a condividere con lui un bacio e l’illusione di un amore destinato a sperdersi all’alba quando Marina sembra decisa a riprendersi Harry. A Penelope non dovrebbe davvero importare, era solo finzione, gioco, ma era poi davvero così? Intanto la scossa di vita che ha svegliato Penelope sembra travolgere la sua stessa famiglia, il fratello Indigo, deciso a sfondare come musicista all’ombra di un certo Elvis e la madre, decisa s sbarazzarsi di Milton Magna Hall e le ombre del passato per tornare a vivere e magari ad amare ancora, al fianco di un uomo affascinante come Rocky vero deus ex machina di storie intrecciate ed elaborate come risultano essere quelle dei personaggi con un passato, come quello di Claire, pieno di piccoli segreti come quello che la lega proprio a lady Wallace. Un libro scritto prima di morire spiega agli amici più cari gli uomini amati, gli incontri che hanno significato qualcosa nella sua vita, il tutto con una grazia, un’eleganza propria di quella ‘perduta arte di mantenere i segreti’ indispensabile per non rovinare famiglie, compromettere amicizie, rompere legami. C’è però un segreto che non può essere celato ed è l’amore che lega Harry a Penelope, un amore che chiede di essere vissuto e che mai sarebbe potuto nascere senza lo sguardo benevolo di una stralunata fata madrina di nome Charlotte, la cui determinazione finirà per assicurarle a sua volta il cuore del più distinto ed incallito dei single.

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Albina Fiamma